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Visualizzazione dei post con l'etichetta cuore

La calva

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Capaglia inizia a correre e disperarsi finché non trova un secchio pieno d'acqua e se lo rovescia in testa, spegnendo il fuoco che aveva ormai incenerito la finta chioma paglierina e rivelando un'ampia e sferica pelata che la donnona tenta invano di nascondere infilandosi il grosso secchio come fosse un improbabile copricapo. "Perché tu mi vuole bruciare?" ulula ella, bloccandomi la fuga con un'enorme manata, "Io ti ha aggiustato cuore!". Poi mi afferra ancora il braccio e mi porta in giro per la grotta, in meandri in cui non c'è più traccia d'oro ma dove passeggiano, saltellano e ticchettano ovunque piccole creature meccaniche. "Io aggiusta bestioline rotte" dice la gigantessa, orgogliosa, "loro arriva qua in panne e io sistema loro ingranaggi rotti e loro resta qua per sempre!" e fa un sorrisone ebete. "Dovresti lasciarli andare!" le dico, indeciso se ha senso o no provare pena per degli automi, poi mi ricordo ...

La cavia

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Da dieci minuti cammino nell'oscurità e nel silenzio quasi totali: l'unico suono che sento è l'eterno zampettìo delle formiche che ancora procedono al buio. Ad un tratto mi accorgo di essere in un'ampia sala perché il mio respiro e i miei passi rimbombano come dentro ad una cattedrale; ho come uno strano senso di prurito dietro alla nuca, istintivamente mi do una bella grattata e mi accorgo che le formiche mi sono salite addosso e si stanno dirigendo verso le mie orecchie. A questo punto, che mi crediate o no, sento le flebili voci dei piccoli insetti che mi parlano: "Non avere paura di lei!" ripetono, "non è cattiva come sembra!" Non faccio in tempo a chiedere chiarimenti, che sento il fruscio di qualcosa di enorme e pesante e un verso lamentoso e gutturale. Subito penso al lamento di un orangopiango, ma so che vive solo nelle foreste dell'Arcipelago Mutevole così, mentre rifletto su chi potrà mai emettere queste strazianti lagne, mi accorgo...

Prologo?

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Prima di continuare questo viaggio, una premessa è d'obbligo. O meglio, un prologo. Che poi sarebbe più un interludio, perché questa storia è già iniziata e procede perciò non dall'inizio ma da questo momento: da me, qui ed ora. Tra le onde, tra le risate, le liti, le bevute, le speranze e gli sconforti di una ciurma che non conosco, un branco di farabutti buoni a nulla ma che in fondo cominciano a piacermi. Sarà che sto diventando come loro? Uffa ora sono avvilito. Mmm, scusate, mi sono perso, dov'ero? Ah, il prologo, dunque... Io sono Mot mcMot, per gli amici anche solo MotMot, perciò tra qualche episodio potrete anche chiamarmi così, ma vi suggerisco di aspettare, non è detto che la mia storia vi possa piacere. Sono stato il navigatore di molte ciurme e... Caspita, ora che ci penso, nessuna di esse ha fatto una bella fine, ma... Sì, sarà una coincidenza, non ho dubbi sulle mie capacità, io. Perlomeno, non ne avevo. Sono navigatore da quando fui ritrovato esanime sulle...