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L'orangopiango

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Accennato nella mia ultima avventura (ancora in corso), l'orangopiango è una rarissima specie di orango che vive solo ed esclusivamente nelle foreste dell'entroterra dell'Arcipelago Mutevole. Per secoli è rimasta ignota la causa dell'eterna tristezza degli orangopiango, mistero che, per pura casualità, ho contribuito a risolvere in un mio vecchio viaggio in quella magnifica ed esotica terra semovente. Come avrete ormai inteso, ogni esemplare di questo splendido orango è impegnato ininterrottamente in pianti e lamenti che rattristano chiunque li oda nel raggio di chilometri. Si nutrono esclusivamente di foglie di felce, ed è proprio mentre se ne stava nutrendo che per la prima volta vidi uno splendido esemplare; subito dopo averlo avvicinato e fotografato tirai fuori dei litchi e mi feci uno spuntino. Appena l'orangopiango vide i piccoli frutti mi afferrò e me li strappò dalle mani, iniziò a mangiarli voracemente e i suoi lamenti cessarono improvvisamente p...

La cavia

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Da dieci minuti cammino nell'oscurità e nel silenzio quasi totali: l'unico suono che sento è l'eterno zampettìo delle formiche che ancora procedono al buio. Ad un tratto mi accorgo di essere in un'ampia sala perché il mio respiro e i miei passi rimbombano come dentro ad una cattedrale; ho come uno strano senso di prurito dietro alla nuca, istintivamente mi do una bella grattata e mi accorgo che le formiche mi sono salite addosso e si stanno dirigendo verso le mie orecchie. A questo punto, che mi crediate o no, sento le flebili voci dei piccoli insetti che mi parlano: "Non avere paura di lei!" ripetono, "non è cattiva come sembra!" Non faccio in tempo a chiedere chiarimenti, che sento il fruscio di qualcosa di enorme e pesante e un verso lamentoso e gutturale. Subito penso al lamento di un orangopiango, ma so che vive solo nelle foreste dell'Arcipelago Mutevole così, mentre rifletto su chi potrà mai emettere queste strazianti lagne, mi accorgo...

Il Corriere di Chroma #5 - Il Lungo Silenzio

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Dopo un ragionevole e modesto intervallo di tempo di circa due anni e mezzo, rieccoci qua! Giuro che ci sono delle scuse validissime a difesa del lungo silenzio che c'è stato riguardo a Chroma, e saranno qui di seguito esposte. Eravamo rimasti all'avventuroso viaggio in India durante il quale si festeggiarono, tra i colori dell'Holi festival (quello vero, non le versioni occidentali da rave party e DJ set), i quattro anni dalla nascita dell'idea di Chroma. Una volta tornato in Occidente ripresi la regolare stesura del romanzo e il periodo che seguì, sebbene privo di altri avvenimenti degni di nota, fu uno dei più importanti per Chroma, perché fu il tempo in cui vennero concretizzate tutte le idee che io e Susi avevamo concepito negli anni precedenti... Nulla venne tralasciato, ogni cosa andò pian piano al suo posto e fu così che un altro anno passò finché, quasi inaspettatamente, arrivò il giorno tanto atteso: il 29 maggio 2015 scrissi finalmente la pa...

Messaggio in bottiglia

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Il Lungo Silenzio aleggiò sui sette mari per lunghi anni, ed io ero ancora inesorabilmente ancorato alla stamberga marcia ma accogliente nella quale pigramente vivacchiavo da quel funesto giorno in cui la grande tempesta di sabbia distrusse la nave e disperse la ciurma, l'ultima di cui feci parte prima di rintanarmi come un ratto senza quasi più vedere la luce del sole, senza neanche mettere un piede fuori dallo steccato che la recintava, figurarsi inoltrarsi in mare aperto. Ma quella mattina c'era qualcosa di diverso, nell'aria... Forse era solo stato pulito lo scolo della fogna che passava fuori dalla mia finestra, o magari il pesce che la vecchia avrebbe cucinato di lì a poco era meno marcio del solito, fatto sta che decisi di andare alla spiaggia di fango accanto al vecchio porticciolo in rovina. Così mi alzai dalla vetusta branda ammuffita, mi stiracchiai, cercando di sgranchire le malandate componenti meccaniche del mio corpo da mezzo androide, e mi incamminai v...

Ultimo giornale di navigazione.

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Tempesta, il veliero sta andando in pezzi. È la notte dei due pleniluni, ma con questo tempaccio non ci si può godere l'incantevole vista delle due lune rivali affrontarsi in cielo. No, noi siamo qui sotto, condannati a soffrire sotto questa maleodorante pioggia di sabbia. Ah, cosa darei per un po' di rum. Anche dell'acqua andrebbe bene. O anche del chai, al limite. Guardo il pendaglio che ho al collo, una strana bussola rotta di ferro che mi porto appresso da che ho memoria, e me la rigiro tra le dita. Il punto è che da cinque giorni l'uragano arido ci insegue senza tregua, e l'equipaggio è sfinito. Questa catapecchia sta diventando sempre più pesante sotto il peso della sabbia che si accumula in ogni angolo, non ci si può fermare neanche un attimo di riempire secchi e vuotarli fuoribordo; persino Jo-Lang il Cinoceronte è sfinito, la maggior parte di loro vanno avanti per inerzia, gusci vuoti che eseguono gesti freddi e meccanici, senza chiedersi se ne valg...

Il Corriere di Chroma #4 - Holi

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Eravamo arrivati a raccontarvi la storia di Chroma fino agli inizi del 2013 (nel Corriere #3 ), anno in cui qualcosa di affascinante ebbe inizio. Era un giorno qualunque di primavera quando, per puro caso, mi ritrovai a navigare su internet alla ricerca delle date del prossimo Holi, una festa indiana che avevo da poco scoperto grazie ai video delle sue versioni occidentali e che mi aveva affascinato per tutti quei colori lanciati in cielo; sul primo sito che trovai apparve la risposta che cercavo: 17 marzo 2014. Istantaneamente quella data fece scattare qualcosa nella mia testa, e riecheggiò fino a scoppiare come una bolla di sapone multicolore: Chroma! Il 17 marzo 2010 è la data della nascita di Chroma, il primo giorno in assoluto in cui venne concepita l'idea di un mondo ambientato nella sfera colorata di Runge, l'intuizione che diede vita a tutto e di cui narrammo nel Corriere #0 . Lo stesso identico giorno di 4 anni dopo ci sarebbe stata una festa in cui i colori la fa...

Disneyland!

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Ebbene, come dissi, dopo la scampagnata parigina, dopo le serate al Cafè du Petit Pont, le giornate piovigginose tra Tour Eiffel e Nore Dame e le colazioni con pain au chocolat in giro per gli incantevoli quartieri cittadini, io e il mio collega ci spostammo di qualche Km, per entrare nel luogo in cui ogni bambino tirato su a pane e Disney vorrebbe vivere: Disneyland!  Che dire, andare in questo luogo "magico" è sicuramente tra i sogni di ogni bambino occidentale di quest'epoca. Eppure uno dei pensieri che mi ronzavano in testa in quei giorni era "se io avessi un bambino non lo porterei a Disneyland, non prima che compia 10 o 11 anni", perlomeno non senza delle precauzioni e regole molto rigide. Non prendetemi per uno troppo serio che non si sa divertire e non vuole far divertire gli altri, ma dai quasi 4 giorni passati là dentro, ciò che ho capito è che Disneyland non è un parco divertimenti. Perlomeno, non solo. Il messaggio non è, come potrebbe essere pe...

PARIS

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Il titolo dice tutto: chi c'è stato lo sa, e sembrerebbe inutile parlarne. Ma per tutti gli altri che non hanno mai visitato la capitale della R moscia, cercherò volentieri di rendere l'idea.. Se Roma è la capitale d'Italia (non solo politicamente ma anche storicamente, culturalmente, ecc.) e se Londra è la capitale del Regno Unito, Parigi è la capitale d'Europa. Mentre si passeggia per le vie, anzi per le Rue e le Avenue, ci si sente davvero nel cuore dell'Europa.. sia geograficamente, sia per quanto riguarda persone, colori, architetture, ecc... Il tempo durante la permanenza non è stato dei migliori, ma a quanto pare il clima francese è sempre lunatico: in 8 giorni non c'è stato un giorno in cui non abbiamo visto la pioggia, ma quasi sempre, soprattutto i primi giorni, si trattava di rovesci passeggeri, giusto per dire "tié, eccoti bagnato, e ora me ne torno a ronfare". Maledetto. Per fortuna però, mi sono state concesse tre mezzorette di s...