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giovedì 25 ottobre 2012

La Realtà Nel Fantastico #9 - Subcreazione: la costruzione di un mondo

E dopo la riflessione sullo scopo del fumetto e della narrazione, ecco qui di seguito l'ultimo capitolo, che presenta il progetto allegato alla tesi, di cui si può vedere un'immagine riassuntiva a fondo pagina.


LA REALTÀ NEL FANTASTICO 
DAGLI STUDI DI TOLKIEN AL FUMETTO D'AUTORE 


9 - SUBCREAZIONE: LA COSTRUZIONE DI UN MONDO

    Prima di concludere, verranno qui esposte le intenzioni ed il senso del progetto presentato in allegato. La realizzazione di tali lavori è immediatamente conseguente alle riflessioni espresse nei precedenti capitoli, in particolare l'idea cardine di tutta la tesi, ossia la fondamentale importanza del fatto che una creazione fantastica possa dirsi ben riuscita solo se le si fa assumere il più possibile “l'intima consistenza della realtà”, una complessità ed una coerenza che la rende credibile, più che “incredibile”.


9.1 - Un complesso, nuovo universo
    Riflettendo su che cos'è che renda particolarmente ricche e profondamente affascinanti opere come quelle di Tolkien, si arriva alla logica conclusione che, oltre all'intrigante trama ed ai complessi temi trattati, tali sensazioni sono dovute alla minuziosità ed alla coerenza del complesso mondo costruito attorno alla vicenda principale: luoghi, terre, razze, culture e creature delle più disparate inventate dall'autore con un'estrema cura dell'aspetto e dei dettagli, sono state inserite ed armonizzate magistralmente con il racconto presentato.

    Se si pensa di ampliare questo discorso e questi meccanismi come raramente è stato fatto si può arrivare a costruire un intero mondo, inventandone le leggi, il funzionamento, la composizione, e oltre ai personaggi, studiarne la natura, gli animali, la geografia, il clima e così via: più tali elementi saranno numerosi e ben delineati, più il lettore avrà la sensazione di approdare in un vero altro mondo, complesso quasi come quello reale, e non meno credibile. Questo concetto di creare un mondo diverso da quello reale in cui ambientare vicende fantastiche non è un'idea pleonastica, facoltativa, ma è a dir poco fondamentale. Proviamo ad immaginare i personaggi di opere come Watchmen o La Saga di Zio Paperone affrontare le loro avventure, ma nel nostro mondo reale: il risultato sarebbe un'opera decisamente poco credibile, senza dubbio divertente, ma in alcune parti certamente ridicola e grottesca.


9.2 - Un bestiario ed un atlante
    Tenendo conto di tali riflessioni, dunque, si è pensato di proporre un parziale lavoro di creazione o, come direbbe Tolkien, di subcreazione di un mondo completamente fantastico, che abbia i suoi elementi, come animali e piante, creati apposta per incorniciare un'ipotetica vicenda fantastica. A differenza della maggior parte delle opere di fantasia però, si è tentato qui di proporre elementi fantastici non già conosciuti ed appartenenti a fiabe e miti del passato, come unicorni, draghi, elfi e fate, ma soggetti di nuova invenzione, appartenenti appunto solamente al mondo qui presentato.

    Il progetto consiste in un volumetto composto da un bestiario e da un atlante geografico, che illustrano le bestie che abitano quel mondo fantastico e le regioni che lo compongono, con le rispettive popolazioni e conformazioni geologiche. Per rendere più credibile la presentazione di luoghi ed animali fantastici, si è pensato di presentarli come, nel corso della nostra storia, sono stati presentati gli stessi elementi che però appartenevano (o si supponeva appartenessero) alla realtà.

Fig. 9.1 - Raffigurazioni di animali fantastici e non, tratte da bestiari medievali.

    In particolare, per quanto riguarda gli animali, si è partiti dallo studio di bestiari fantastici, in particolare quelli contenuti nel Fisiologo, in cui bestie reali o mitiche venivano raccontate e descritte non tanto scientificamente, quanto in un curioso stile che ne ritraeva l'aspetto, l'origine, i “costumi” e soprattutto attribuiva loro un significato, un messaggio posto in loro dal creatore - essendosi questi bestiari sviluppati in ambiente gnostico - per fungere da esempio, positivo o negativo che sia, per l'uomo. Le differenze tra il bestiario del progetto e quello del Fisiologo è che al primo si è tentato di dare una connotazione vagamente scientifica, o quantomeno sono presenti maggiori dettagli della fisiologia e dell'aspetto delle creature illustrate, e si è data minor importanza all'aspetto allegorico e morale della loro esistenza. Ma per farsi un'idea del metodo di realizzazione, è utile presentare, accostandoli, due estratti dai due bestiari.

Esiste una rana terrestre e una acquatica. Il Fisiologo ha detto di quella terrestre che sopporta l'ardore del sole e la sua vampa infuocata: ma non appena la coglie una violenta pioggia, muore. La rana acquatica, invece, se viene fuor dall'acqua e la raggiunge il sole, subito si reimmerge in acqua. I nobilissimi fedeli assomigliano a quella terrestre, perché resistono alla vampa della tentazione: ma se li coglie una pioggia violenta, cioè la persecuzione a causa della virtù, muoiono. Coloro che appartengono al mondo sono invece rane acquatiche: non appena li raggiunge un tenue calore di tentazione o di brama, non vi resistono e si reimmergono nella voluttà degli appetiti sensuali.
Anonimo, Il Fisiologo, Adelphi, 2002

Il costide è una creatura terrestre quadrupede con un corpo sinuoso ed un collo e una coda molto lunghi. Sulla larga testa piatta sporgono due enormi occhi sotto i quali si apre una larga bocca fornita di una lunga e sottile lingua tubolare, che termina in un'appendice larga e piatta. Il costide è completamente ricoperto di placche larghe e durissime, che costituiscono una corazza impenetrabile. Insieme al bovide, questa creatura è uno dei predatori più temuti, anche se preferisce di gran lunga nutrirsi di frutta. [...] Il costide è per l'uomo grande esempio di tenacia e fedeltà, poiché quando un costide si lega ad un'altra creatura, non la abbandona mai, e la difende a costo della sua stessa vita.
Subcreazione - la costruzione di un mondo


    Relativamente invece alla geografia, ci si è basati sul modo in cui Tolkien ha costruito la topografia del suo mondo, e allo stile e ai contenuti di vecchi manuali che presentano le storie e le popolazioni del nostro paese nei secoli scorsi.

    La scelta di questi due aspetti di un mondo (la geografia e la fauna) è stata fatta perché essi sono quelli che maggiormente hanno la potenzialità di intervenire nella storia, come ambientazione e spalla dei personaggi, e meglio sono costruiti, meglio anche tali personaggi saranno anche caratterizzati ed approfonditi dal loro rapporto con essi. Se osserviamo bene l'opera di Tolkien, inoltre, scopriamo che i “retroscena” possibilmente realizzabili sono davvero innumerevoli: culture, linguaggi, dinastie e tradizioni andrebbero ad aggiungere spessore ad un universo sempre più complesso. Infatti, ciò che è presentato nel progetto è solo un esempio di quello che potrebbe essere l'inizio di un lavoro molto complesso ed interessante che, anche se esiste il rischio di essere ritenuto da alcuni esagerato e superfluo, non può che donare ricchezza e solidità ad una creazione particolarmente fantastica. Inoltre, l'utilità di questo progetto risulta essere anche quella di evitare lunghe e noiose spiegazioni e descrizioni all'interno del racconto senza rinunciare alla loro presenza, e tenendo conto che anche da parte dell'autore, avendo esposto precedentemente e in separata sede tali elementi, durante la stesura del racconto si avrà già la loro conoscenza, e li si potranno usare con una maggiore naturalezza e padronanza.





Alla prossima, con epilogo e bibliografia!
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