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martedì 18 febbraio 2014

Come una quercia


Ghiande.
Siamo tutti ghiande. Alcune grandi, altre piccole; alcune lunghe, altre tozze; certe sono belle e sane, certe brutte e vuote; certe sono perfette da vedere ma hanno del marcio dentro, certe sono storte e deformi ma robuste e intatte; ci sono quelle che cadono dall'albero o vengono piantate e germogliano e quelle che marciscono tra le pietre, quelle che vengono strappate dal ramo ancora verdi e gettate via e quelle che nutriranno qualche roditore. Ognuna ha un destino diverso, ma c'è anche qualcosa che tutte hanno in comune, la loro più profonda identità, la loro vera essenza: diventare una quercia.
Non tutte riescono nella loro "missione" anzi, a dirla tutta quelle che germoglieranno e cresceranno sono un numero infinitesimale di tutte le ghiande esistenti. Ma non per questo smettono di seguire la loro natura, non per questo abbandonano il sogno assurdo e quasi impossibile di diventare pianta e realizzarsi.
Da un piccolo seme di qualche centimetro ad un albero più alto di una casa e con radici che scavano nel terreno per metri e metri di profondità, e questo perché non si possono raggiungere grandi altezze senza radicarsi profondamente in qualcosa. Be', lo si può fare, si può volare oltre le vette più alte, ma si dovrà sempre ritornare al suolo, prima o poi; non si può aspirare di rimanere a grandi altezze senza impiantarsi a fondo in qualche cosa, e questa è una di quelle regole che non hanno eccezioni.
Certamente è questione di anni, di secoli anzi, ma una volta ammirato il panorama ne sarà valsa la pena, tanto da voler dar vita a centinaia di altre ghiande per donar loro la possibilità di arrivare anch'esse a contemplare un simile spettacolo.

Sarebbe bello se tutti diventassimo delle querce, da piccole ghiande quali siamo, ma forse sarebbe prima importante avere tutti almeno il desiderio di mettere radici - un luogo, una persona, una comunità, non importa cosa, basta sia solido e duraturo - e rimanere fedeli ad esse fino a poter vedere tutto il mondo circostante da una nuova prospettiva.
Lo si veda come un sogno, o anche come una dichiarazione di intenti, mia e di questo blog, di voler crescere e mettere radici robuste e profonde per poter ammirare ciò che mi circonda con occhi nuovi, di luce e verità.
Questo sembra essere un tempo di grandi cambiamenti, come diceva Bob Dylan, ma i cambiamenti non sono forse continui e inarrestabili?

Molte cose sono successe da quando non scrivo qui, molte cose stanno accadendo, e molte sono in procinto di realizzarsi; mi impegnerò sempre di più a viverle al meglio, cercare di capirle a fondo e condividere questa avventura con chiunque abbia voglia di distrarsi un attimo e leggere quel che avrò da dire.
A presto,
M