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giovedì 16 dicembre 2010

Londra.

Più che un post, questa è una galleria fotografica.. Ma cosa, più delle immagini, può essere usato per descrivere una settimana lontani da casa, in una delle capitali più affascinanti del mondo? Finalmente si parte: era un bisogno così forte da essere quasi fisico.. l'aria si faceva troppo pesante, e i muri di casa troppo stretti, per poterci stare ancora a lungo, e la vista del mezzo che ci avrebbe portato il più lontano possibile non poteva che rasserenarmi immediatamente, e farmi sognare un'intera vita volando attorno al mondo...
Una delle prime cose da annotare di Londra (e dell'Inghilterra intera, presumo) è il cibo. O meglio, il non cibo.. Perchè il posto dove abbiamo mangiato meglio è un ristorante italiano, il miticissimo 'Casa Mamma'.. per il resto, siamo sopravvissuti a MacDonald's, Burger King, Pret a Manger (vedi foto), Subways, e simili, tutte buone porcate di una terra che non sa esattamente cosa voglia dire sedersi a tavola..
Ma in compenso alla cucina, c'è da dire che Londra è davvero un posto meraviglioso.. per i monumenti, le persone, l'atmosfera, lo stile e la vitalità, di cui è davvero ricca.. Una città molto più grande delle nostre metropoli italiane, ma senza dubbio più abitabile e confortevole. Eccovi una vista del Tamigi, Big Ben e del nostro caro amico Ottaviano il gabbiano, che ci veniva a salutare ogni volta che ci avvicinavamo al fucking Thames.
E cosa ci poteva essere di meglio di un'impennata di un centinaio di metri, per osservare la freddolosa Londra da un poco più in alto? Una buona mezz'ora di lenta salita, e la vista notturna della città è davvero mozzafiato..
..c'è anche da tenere conto che il clima è stato molto clemente con noi, e anche le giornate più fredde erano seguiti da notti calde... hm.. o.. quantomeno umide.. e la sgocciolante condensa che ci dava il buongiorno ogni mattina all'ostello ne era la palese dimostrazione..
La serata a Camden Town è stata curiosa e affascinante.. per le persone, le strade, i locali.. Tre birrozze colorate al World's End, della buona musica, e tanta gente strana.
Ma ecco che un giorno, senza minimo preavviso, ci appare, in un qualsiasi treno dell'underground londinese, lui, il BOVI!!!.. perchè dire che quel tipo era solo uno che gli assomigliava, un sosia, sarebbe decisamente riduttivo...
Non potendo fare foto in tutti i musei che abbiamo visitato (e non potendo comunque postare qui tutte quelle fatte) ho pensato che questa potesse in parte riassumere il tutto.. la Venere degli stracci, tanta bella storia, tecnologia e arte classica, contemporanea e moderna, una montagna di opere, reperti, manufatti e testimonianze provenienti da tutto il mondo alimentano l'enorme ricchezza e magnificenza dei musei di Londra, tra i più grandiosi e ricchi del mondo...
Tutti che parlavano di questo Starbucks.. Sinceramente preferisco un cappuccino al cafféttino...
E come non citare, tra le bellezze della città, il Tower Bridge.. Maestoso e affascinante, qui in tre scorci: il primo, per intero, con il caro Ottaviano il gabbiano, il secondo in un'angolazione particolarmente bella, il terzo, immancabile, uno dei tanti componenti della cricca delle nocciole caramellate, nota gang londinese, che presto o tardi acquisiranno potere grazie ai soldi dei turisti, e rovesceranno il sistema.
Quando un povero biellese volle fare una telefonata ma scoprì che la cabina da lui utilizzata veniva più che altro usata come latrina...
Ed ecco l'infinita scalinata che porta nel sottosuolo della stazione della metro più vicina al nostro ostello (e ovviamente l'unica senza scale mobili), che con un po' di fatica abbiamo superato...
Ciò di cui non ho ancora parlato è la bellezza dei parchi della città.. oltre a essere molti e enormi, sono dei veri angoli di paradiso: volatili di ogni specie, scoiattoli, piante, laghi e laghetti, luna park e passeggiate in mezzo al verde che rendono umana e serena la vita in una così grande ed affollata città.
Naturalmente noi ci siamo goduti la bella nevicatina dell' "ultimo" giorno, illusi che la sera seguente avremmo dormito al calduccio nei nostri letti italiani.. e invece no!! Ed ecco due veloci scatti che riassumono il devasto e la follia di dover passare quasi 3 giorni in un freddo aeroporto crudelmente illuminato, che sembra essere costruito per farci tutto, ma davvero tutto, tranne dormire.
...ma direi che il bilancio dell'avventura è davvero positivo, e di certo i miei cari compagni di viaggio hanno contribuito a renderlo tale.. abbiamo imparato molte cose, molti trucchi del mestiere del viaggiatore, e di certo questo non è stato che il primo di una lunghissima serie di viaggi intorno al mondo, anche perchè.. come possiamo dire di conoscere noi stessi, se non conosciamo che una minima parte dell'immensa famiglia a cui apparteniamo e se non abbiamo visto nient'altro che un angolino dell'immensa dimora in cui viviamo?

M