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lunedì 13 maggio 2013

Watchmen & 21st Century Breakdown - ITA

Billie Joe ama Alan Moore.
Potete immaginarlo a caratteri cubitali in prima pagina o come un graffito su un muro di periferia, o meglio ancora cantilenato da bambini dell'asilo. Ma è così.
Senza dubbio è un amore non ricambiato (un po' come quello tra me e Moccia), (ah, vi ricordo che io amo Moccia, ma Moccia non ama me) anche perché non credo che nell'universo ci sia una singola cosa o persona che sia amata da Moore. Dai, sto esagerando. E divagando.

Quello che intendevo dire con un'affermazione da improbabile scoop si riferisce a una cosa che ho scoperto qualche tempo fa riguardo a due opere dei due artisti, che hanno un sacco di cose in comune, ma prima ci tengo a precisare che io sono un fan abbastanza sfegatato di entrambi, perciò il fatto che ci siano dei collegamenti lo vedo solo come una pura goduria, nient'altro.
Le due opere di cui parlavo sono il fumetto Watchmen, scritto da Alan Moore e disegnato da Dave Gibbons, e l'album 21st Century Breakdown (che da ora in poi abbrevierò in 21CB) dei Green Day, scritto interamente da Billie Joe Armstrong. Il primo è una delle più grandi graphic novel mai disegnate, che narra (riassumendo all'osso) le vicende di un gruppo di vigilanti alle prese col mistero della morte di uno di loro e con la minaccia di una catastrofe globale; il secondo è un concept album della band di Berkeley che, attraverso le vicende di Christian e Gloria, esprime dubbi, paure e speranze in un mondo in subbuglio.
Ovviamente, essendo il fumetto nato tra il 1986 e l'87, molti anni prima dell'album (2009), si tratta più che altro di molti dettagli di quest'ultimo che si rifanno ad elementi del fumetto. Prima di iniziare ad illustrare tali collegamenti intendo specificare che, non trattandosi in nessun caso di somiglianze strutturali o fondamentali, non credo che si possa minimamente parlare di plagio o dire che "hanno copiato". Inizialmente credevo si trattassero di casuali coincidenze, ma poi sono diventate così tante che mi sono convinto che si trattassero di numerose e volute citazioni all'opera di Moore, vagamente simile anche nel tema centrale di una crisi globale a cavallo tra 20° e 21° secolo. La cosa che mi ha però stupito e che non mi spiego, è che nessuno, nemmeno lo stesso Billie Joe, ha mai parlato di tali citazioni; ho cercato ovunque su internet, ma nessuno sembra essersene accorto se non di striscio, solo riguardo alla copertina dell'album (di cui parlerò) e nulla più.
La mia conclusione è che il mondo si divida nettamente in due parti: chi ha letto Watchmen e non ascolta i Green Day, e chi ha ascoltato 21CB ma non sa chi sia Moore. Questo articolo è dedicato ad una terza fetta, di cui spero non essere l'unico componente.
Ah, chi non conosce né il fumetto né l'album non fa parte di una quarta fetta, semplicemente è fuori dal mondo.

Ma arriviamo al dunque: ecco l'elenco dei paralleli che ho notato tra le due opere, partendo da quelli che maggiormente saltano all'occhio.


Copertina e colori.
Premetto che io possiedo l'edizione di Watchmen del 2007, della Planeta DeAgostini e dell'album dei Green Day ho la versione cartonata, in formato 14x19; eccole qua.
Fin da subito saltano all'occhio numerose somiglianze, a partire dalla scelta cromatica: in entrambe le immagini sono presenti, pur in diverse proporzioni, gli stessi colori: rosso, giallo, nero e bianco. È da notare inoltre l'impostazione della pagina con in entrambi i casi una striscia nera di uguale dimensione su cui appare una scritta in verticale a caratteri cubitali, nel primo caso col titolo del fumetto, nel secondo con il nome della band; due righe di dimensioni molto minori presentano poi nel primo caso i nomi degli autori e nel secondo il titolo dell'album. Per non parlare poi del resto dello spazio, che è occupato da un'immagine che si sviluppa in verticale e che in entrambi i casi si tratta di una parte di un'immagine più ampia: lo smile nel primo caso e il graffito per intero nel secondo. Ma andiamo avanti.

Abbracci e graffiti.
Uno degli elementi grafici più presenti in entrambi i lavori sono i graffiti, in particolare quelli raffiguranti una coppia abbracciata che si bacia che si trova, come abbiamo visto, anche nella copertina stessa dell'album. All'interno del booklet è presente la scritta "cover inspired by Sixten", il quale sarebbe uno street artist piuttosto famoso, soprattutto in Australia, per molti versi simile a Banksy, anch'egli autore di diversi abbracci graffitati. In Watchmen, l'immagine degli amanti è molto ricorrente (si vede almeno una decina di volte), sia come disegno dipinto sui muri della città, sia come ombra proiettata sulle pareti sia, come nel caso del bacio tra Laurie e Dan, come immagine onirica. In quest'ultimo caso, l'immagine è ancora più simile a quella di 21CB, in quanto vediamo la coppia abbracciata che si bacia come un'ombra dietro la quale si scatena un'esplosione gialla-arancio, immagine quasi identica alla copertina dell'album, in cui gli amanti si trovano davanti ad un enorme incendio che devasta una città, scena che ritorna svariate volte anche nel videoclip della title-track. Ecco di seguito degli estratti dal fumetto, dal booklet del disco e dal videoclip.
A sinistra, alcune vignette da Watchmen; a destra la copertina di 21st Century Breakdown e alcune immagini dal video.
Un'immagine dal film Watchmen, tratto dal fumetto, del 2009 (stesso anno di uscita dell'album dei Green Day), diretto da Zack Snyder.
Un'ulteriore, interessante riflessione si può fare anche sul significato che ha l'abbraccio degli amanti nei rispettivi contesti, e credo che il senso sia molto simile: una fiamma di affetto e passione in un mondo che, al di fuori di essi, sembra non avere speranza.

Nixon.
Alan Moore, con Watchmen, non solo inventa una storia notevole, ma crea un mondo, un'ambientazione fanta-politica, ucronistica, in cui si muovono i personaggi. Le vicende sono ambientate in un 1985 in cui le cose sono andate un po' diversamente che nella realtà: a causa di alcuni fatti sconvolgenti, la guerra del Vietnam è stata vinta dagli Stati Uniti, e Richard Nixon grazie ad una modifica della Costituzione è ancora a capo della nazione, rieletto per la quinta volta. Ed ecco che anche nell'album dei Green Day si parla di Nixon, e la sua presenza lì ha lo stesso scopo che nel fumetto, ossia quella di ancorare l'opera ad una precisa epoca storica, fittizia ma molto significativa nel caso di Moore, riferita all'infanzia del cantante/protagonista nel caso di 21CB, in cui Nixon viene nominato nella prima strofa della canzone ("Born into Nixon I was raised in hell") e appare anche nel videoclip (lo stesso di cui sopra), come si vede nell'immagine. Sia nel video sia nel fumetto Nixon appare nella sua classica posa, e in entrambi i casi egli si trova davanti alla bandiera statunitense.
Partendo da sinistra: un fotogramma del videoclip dei Green Day, una vignetta del fumetto e un'immagine dal film.
Non c'è niente da ridere.
Il vero protagonista di Watchmen è probabilmente colui che per tutta la serie appare solo in ricordi e flashback, perché all'inizio del primo capitolo lui è già morto: Edward Blake, uno dei vigilanti, conosciuto come "il Comico", l'assassinio del quale non solo dà il via alle vicende del fumetto, ma rappresenta anche il cuore, il senso dell'intera opera, magistralmente riassunto nell'immagine dello smile macchiato di sangue. Tralasciando la trama, la morte del comico sta anche a rappresentare, metaforicamente, il fatto che non ci sia più motivo di ilarità, dal momento che colui che dovrebbe far ridere gli altri è stato ucciso. Ci sono svariati momenti in cui questo tema viene affrontato, ma quelli più significativi sono tre. Il primo quello della barzelletta del clown triste, alla fine del primo capitolo; il secondo quando l'ex-villain Moloch racconta a Rorshach del Comico che, in lacrime, farfugliava cose senza senso come: "...è tutto uno scherzo... pensavo di essere io il comico, sai?" e anche: "Che c'è di così maledettamente divertente? Non capisco!", ed è significativo che il personaggio più cinico, che rideva di tutto e di tutti stia ora piangendo davanti ad una burla che nemmeno lui capisce. Il terzo momento si trova nelle ultime vignette del primo capitolo, riportate nell'immagine seguente. 
Passando ora ai Green Day, ecco che, ascoltando una canzone dopo l'altra, o anche solo sfogliando il libretto, fanno capolino in diversi brani delle frasi che suonano molto simili a quelle appena riportate. Nel brano "Before the lobotomy" viene ripetuta due volte la strofa "Laughter, there is no more laughter" (=risate, non ci sono più risate), per poi ripetersi molto simile nell'undicesima traccia, "Murder City", con le parole "This empty laughter has no reason" (=questa vuota risata è senza motivo) e infine, in "Mass hysteria": "True sound of maniacal laughter", quelle "risate maniacali" che non possono non ricordare il ghigno di Blake.
 Ultima notte.
Ci sono due pagine, nel terzo capitolo di Watchmen, due tavole che, mentre stavo rileggendo il fumetto per completare questo testo, mi hanno fatto venire in mente all'istante il titolo di una canzone di 21CB. In questo capitolo Dr. Manhattan (l'unico personaggio effettivamente dotato di super poteri) decide per vari motivi di andarsene su Marte; la sequenza di cui parlo lo mostra di notte su un terreno desertico in preda ai ricordi, prima di sparire, andandosene dal pianeta Terra. La canzone a cui ho pensato subito è "Last night on Earth"; per il protagonista della scena si tratta, infatti, dell'"ultima notte sulla Terra", una corrispondenza non da poco, se si guarda anche il fatto che questo è il capitolo più "romantico" di tutto il fumetto, e lo stesso si può certamente dire della rispettiva traccia, nei confronti dell'intero album. Fate un esperimento: aprite l'immagine qua sotto, fate partire quella canzone e scorrete lentamente le vignette; a mio parere l'abbinamento è molto efficace.
L'ultima notte sulla Terra per Dottor Manhattan
 Bouquet, orologi e vigilanti.
Come dicevo all'inizio, non sono tanto le singole analogie ad avermi convinto che si trattino di citazioni intenzionali, quanto il loro numero; eccone altre qui di seguito. Nel secondo capitolo di Watchmen si svolgono i funerali del Comico, e viene lasciato un mazzo di rose rosse sulla sua tomba, nel cimitero; come nel caso di Nixon, anche qui troviamo nella canzone 21CB una frase che ricorda quell'elemento del fumetto ("I've thrown the bouquet of flowers left over the grave") e nel video, quando vengono pronunciate quelle parole, si vede una pioggia di bouquet di rose rosse piovere sopra ad un cimitero, scena che ricorda inoltre la sequenza finale del capitolo, in cui viene mostrato il Comico nella sua caduta dal grattacielo, il tutto con una gamma cromatica che comprende praticamente solo il rosso, per poi inquadrare nuovamente le rose sulla tomba.
Insieme allo smile macchiato, un'altro dei simboli più ricorrenti nel fumetto è l'orologio che segna pochi minuti alla mezzanotte, come simbolo di un'imminente catastrofe; l'immagine viene riproposta così frequentemente che non c'è nemmeno bisogno di pubblicarvela, lo stesso smile è stato fatto in modo da ricordare un orologio con una lancetta che segna l'avvicinarsi della mezzanotte. A questo proposito sembra calzare a pennello una strofa nella canzone "Murder City": "The clock strikes midnight in the murder city", che tradotto significa "l'orologio batte la mezzanotte nella città dell'omicidio", omicidio che potrebbe anche riferirsi all'assassinio del comico, o alle morti dell'ultimo capitolo.
Sempre parlando del comico, è curioso che una canzone di 21CB si intitoli "Peacemaker", quando quello è esattamente il nome del personaggio su cui si basa Moore per creare il Comico (l'intera squadra degli Watchmen è la rielaborazione di un preesistente gruppo di super eroi della DC), e la cosa sembra ancora meno casuale leggendo il testo del brano, che presenta diverse parole che ricordano il personaggio di Blake, una tra tutte "I am a killjoy", "io sono un guastafeste", epiteto decisamente azzeccato se riferito al Comico.
Ci sono poi ancora altre parole e frasi, come quel "I am the atom bomb, I am the chosen one" (contenuta in "Christian's Inferno"), parole che potrebbero benissimo essere pronunciate da Dr Manhattan, o riferimenti ai vigilanti come servizio di sicurezza nazionale del governo: "Homeland security could kill us all" (in "21st Century Breakdown") o "Vigilantes warning ya" (in "Mass hysteria"), e così via.
In conclusione, rifletterei anche sul "lieto fine" proposto da entrambe le opere: il fumetto finisce con la pace tra USA e Russia e un futuro luminoso davanti, mentre l'album si conclude con "See the light" la traccia più ottimista e, appunto, luminosa dell'intero album, forse dell'intera discografia dei Green Day. In entrambi i casi, nonostante il marcio che ci sia nel mondo e nonostante i brutti avvenimenti, di conclude con uno sguardo di speranza nell'avvenire.
Ed ecco che ho esposto i risultati del mio arguto approfondimento, spero di essere stato abbastanza lungo e noioso, e se non lo sono stato vi chiedo fintamente scusa e vi do appuntamento al prossimo sproloquio, ricordandovi che potete (anzi dovete) scrivere qui sotto commenti, osservazioni, critiche, aggiunte e correzioni riguardo a quanto ho scritto.

"E sarà un mondo più forte, un mondo più forte d'amore, in cui morire"

Saluti,
M

mercoledì 8 maggio 2013

Il Corriere di Chroma #2 - Bambini Colorati

È dopo mesi di assenza che torniamo con un nuovo capitolo del Corriere di Chroma. Nei precedenti numeri (#0 e #1) abbiamo trattato della genesi e dei primi sviluppi di questo bislacco progetto, oggi vi narrerò invece della prima mirabolante avventura nel mondo di Chroma.

Se non erro, l'ultima volta siamo arrivati a narrare della fine del 2011 in cui noi, Emme e Susi, eravamo in piena fase creativa: non passava giorno che non avessimo un'idea per arricchire il mondo di Chroma, un nome, un'avventura, una frase o una svolta nella trama, finché decidemmo di rendere tutto il mondo partecipe del coloratissimo work in progress.
Perché non aspettare a parlarne una volta conclusa la stesura del romanzo? Be', l'idea è che sarebbe stato molto più divertente, utile e interessante coinvolgere più gente possibile sin dall'inizio, e così è stato; siete ormai in molti a seguire gli sviluppi di questo lavoro e, oltre ad avere una sconfinata pazienza visti i tempi lunghissimi, siete stati molto attivi e avete interagito con noi, fino a rendervi protagonisti di alcuni eventi di Chroma che, evidentemente, è molto più che un romanzo in fase di stesura. Perciò il giorno di Natale del 2011 venne lanciato il primo trailer del romanzo e, con esso, la pagina Facebook dopodiché, mese dopo mese, siamo sbarcati anche su altri social, come Google+, Twitter, Instagram eccetera, così da iniziare a diffondere il più possibile l'esistenza di questa nostra creatura, ed essere sempre più numerosi ad attendere impazienti la riuscita della colorosa impresa.
Creatività Burgerkinghiana.
Ma prima di spiegarvi il perché del titolo di questo articolo, è importante ricordare l'importanza di un numero: il 17. Porta sfiga, dite voi? Quisquilie, diciamo noi. Fu quel giorno del marzo 2010, che (come già vi abbiamo raccontato) nacque tutto, e fu lo stesso giorno del gennaio 2012 che ebbe inizio la stesura vera e propria del manoscritto di Chroma: io e Susi ci trovammo nella ridente cittadina di campagna nota come Mediolanum o "la città del biscione" per festeggiare allergicamente i primi due anni di esistenza di Chroma e fu dopo un sanissimo pranzetto da Burger King che, ispirati dai lipidi liberatisi nelle nostre vene, prendemmo in mano carta e matita, e buttammo giù le prime righe del primo capitolo. La scrittura del nostro romanzo ebbe così ufficialmente inizio.

Vennero completati solo pochi capitoli che già all'orizzonte si ergeva una nuova occasione per rendere un po' più reale questo mondo cromatico molto prima del previsto.
L'abbiamo già accennato nel Vlog #1 (pubblicato nel Corriere #1), ma non abbiamo mai narrato la storia per intero. Era il soffice pomeriggio del 30 aprile 2012 e la staff dei capi dei lupetti del branco Kanhiwara del gruppo scout Biella 1 si riunì per valutare le diverse opzioni per l'ambientazione delle Vacanze di Branco (una sorta di campeggio estivo) che si sarebbero svolte 3 mesi dopo, a Miazzina, con una fantastica vista sul Lago Maggiore... e tra le varie proposte di tema c'era anche quella di Chroma che, seppur il romanzo fosse agli inizi, aveva già una trama abbastanza completa e definita. L'idea piacque a tutti e così si iniziò a lavorare alle scenette, i racconti, i giochi, le canzoni, il torneo, i lavoretti e le altre attività, tutte a tema Chroma.
Il libretto per la preparazione del campo.
Fu un lavoro appassionante e divertente, ce la mettemmo tutta e quando finalmente arrivò la data del campo, tutto andò alla grande. I bambini erano entusiasti di scoprire un mondo e una storia originali e nuovi, e si appassionarono alle avventure e ai personaggi in maniera spettacolare. Ogni cosa era incentrata sui colori, e ogni giorno percorrevamo la storia tramite scenette, mimi, racconti e immagini per poi viverla e giocarla in prima persona con avventure ed attività di ogni tipo, fino ad arrivare al fantastico torneo di Chromaball, che è forse stato il gioco più riuscito della settimana. Quei giorni sono inoltre serviti moltissimo anche per la stesura del romanzo che, grazie al modo in cui i bambini hanno recepito e affrontato la storia, non ha potuto che godere di nuove idee ed energie che, una volta tornati a casa, hanno fatto riprendere alla grande la scrittura, con forse ancora più entusiasmo e convinzione di prima.
Per vedere con i vostri occhi le immagini delle pazzie di quel giorno dovrete aspettare ancora un po', ho fatto un video e quando potrò lo pubblicherò; nel frattempo, vi ripropongo il Vlog #2, in cui io e Studentesso, di ritorno da Miazzina, raccontiamo com'è andata la settimana.


Buon colore a tutti!