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sabato 13 agosto 2011

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Accidenti devo aggiornare questo blog un po' più spesso, se no mi dimentico gli eventi salienti che mi sono ritrovato ad affrontare.. Ma ho deciso di fare un piccolo cambiamento di rotta o, meglio, di stile: continuerò sì ad aggiungere post con aggiornamenti degli eventi - più o meno importanti e interessanti - che mi capitano, ma più che soffermarmi sui dettagli cronachistici (questa parola esiste, non rompete), prenderò semplicemente spunto da tali fatti per esprimere poi riflessioni più altamente filosofiche, pallose e moralistiche.

Detto questo, non rimane che sciorinare i fatti salienti delle ultime settimane.

Inizierei andando a ripescare un evento che venne da me tralasciato nell'evolversi degli ultimi post, ossia il SONISPHERE 2011.
Accadde, il 26 giugno, che io e Sorre - visto che tutti gli altri ci diedero buca - andammo a Imola per la prima edizione italiana del Sonisphere, che vedeva in programma l'esibizione dei Linkin Park, preceduti da My Chemical Romance e altri (Sum 41, Alterbridge, Guano Apes, The Cult, ecc).
Risultato: una giornata da palpitazioni, davvero memorabile e con un concerto che ha decisamente superato le mie aspettative. Gli MCR già li avevamo visti pochi mesi prima, i Sum 41 non sono stati poi granchè, Alterbridge sono invece stati una discretamente piacevole scoperta; ma a parte questi, il vero spettacolo lo hanno dato i Linkin Park. Tenendo conto che non li ascoltavo dai primi anni del liceo - quando davo di matto per Meteora - e che gli ultimi due album non mi avevano di certo fatto impazzire, mi aspettavo un'esibizione sì, non male, ma di certo non ai livelli di Muse, Green Day e altre band che sono andato ad ammirare. Non che non fossero alla loro altezza, anzi, ma mi erano parsi come dire ammosciati, senza più tanta energia da trasmettere, senza la convinzione, la rabbia e la grinta che si vedevano anni fa. Tutt'altro, mi sono morso la lingua. Quella a cui abbiamo assistito - ad altezza palco, seduti su un muro a una ventina di metri dalle transenne - è stata un'esibizione memorabile, da Storia del Rock, ad un livello di spettacolo, intrattenimento, arte, tecnica e quant'altro davvero spropositato.
Tutto ciò mi ha fatto riflettere sul modo in cui giudichiamo certi artisti in base ai loro lavori recenti - che di solito disprezziamo perchè li paragoniamo ai loro capolavori - mentre, soprattutto nel campo della musica, dovremmo invece valutarli prevalentemente per le loro esibizioni live, le loro performance sul campo, perchè è lì che vediamo il vero artista all'opera, è lì che vediamo la loro arte espressa al meglio. Ed è la stessa ragione per cui non apprezzo e non apprezzerò mai quei personaggi che affermano di fare musica e arte, quando ai loro concerti la musica è registrata, la voce è in playback, e tutto quello che vediamo sono balletti, luci e impressioni che a me non attirano minimamente, che li fa rientrare magari nella categoria di show, intrattenimento e divertimento, ma di certo non Arte e Musica.

Il nostro caro vecchio Gerardo si esibisce a Imola.
Dopodichè, l'evento apparentemente più importante dell'anno, il culmine del mio percorso di studi: la discussione della tesi di laurea.
Per quanto scrausa sia quella scuola, per quanto meschini e criminali (non esagero) siano i dirigenti, mi ritengo comunque soddisfatto di tale traguardo, perchè in questi tre anni sono comunque cresciuto molto (se non intellettualmente, almeno artisticamente -__-°).
Anche perchè un 107 in Nuove Tecnologie dell'Arte non ce l'hanno tutti.. :D
Ci tengo però a ripetere il concitato suggerimento di NON ISCRIVERSI ALL'ACME di NOVARA.
Non fatelo.
Punto.
La Cricca che mi sorresse nel momento della verità!
Una volta usciti di lì, per dirla alla maniera classica, si entra nel famigerato "mondo vero".
Ma, sognatore ero e sognatore rimango, non ho percepito la minima differenza durante il tanto atteso "trapasso" dalla vita da studente a quella da.... ex-studente. Si forse in meglio, perchè ora ho più tempo per portare avanti i miei progetti da lungo tempo rimandati, e ho l'occasione di rendermi indipendente. O almeno di iniziare a provarci.

L'altro grande fatto di Luglio sono state le VDB in Valsavarenche con i lupi. Al solito, un periodo d'oro, in cui si entra a contatto con la vita reale, in una settimana di convivenza forzata i rapporti si fanno veri, non mancano mai gli affetti e gli scontri, e guardando i bambini, si riscopre un intero mondo, forse dimenticato sin dai tempi in cui bambini eravamo noi, e si arriva alla radice e all'essenza dell'umanità e dei rapporti, si capisce che non esiste una singola persona su questo pianeta della quale possiamo fare a meno. Nemmeno la più brutta, antipatica, cattiva e odiosa. Anzi, è proprio quella, che dobbiamo imparare ad amare di più. Soprattutto quella.
Me and the Wolves.
Oltre a ciò, i vari comportamenti e caratteri infantili mi hanno ispirato moltissimo per la creazione dei personaggi del racconto work in progress di EMME e SUSI che, anche grazie ad un fruttuosissimo incontro nel pavese a casa della un tempo detta "Prof", sta man mano prendendo forma e, se rispettiamo le diverse scadenze autoimposte, presto inizierete a sentirne parlare da più parti contemporaneamente. Forse troppe. Ma non voglio limiti.
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Chroma.

M