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sabato 1 gennaio 2011

Non si arriva se non per ripartire.

Sono qui che scrivo e ho ancora il fiatone, dopo un anno così intenso e pazzesco..
C'è chi dice che è inutile festeggiare il capodanno perché tanto è un giorno come gli altri, e poi mica cambierà qualcosa... Invece io penso che sia un'occasione unica e importante per guardare al passato e al futuro (contemporaneamente) con occhi nuovi, e allora si potrà notare che a cambiare sono davvero molte, molte cose.. cambiamo noi, cambiano gli altri, cambiano i luoghi, le relazioni, i progetti, cambia il tempo.. Quello che non cambia, o che non deve cambiare è la speranza, la determinazione a vedere il lato positivo di ogni cosa, e guardare sempre al presente come uno slancio per il futuro, e sempre il più possibile verso gli altri..

Detto questo, vado ora a ricordare i momenti salienti di quest'anno appena trascorso, e che è stato finora quello più decisivo, più terribile e più grandioso.. quello in cui ho conosciuto più persone, quello in cui si sono iniziate a formare concretamente le più profonde fondamenta di quello che voglio fare "da grande", quello in cui ho perso alcune delle cose a me più care e in cui ho trovato altre cose e persone che ora lo sono ancora di più di quelle perse.. l'anno in cui tutto (o quasi) è stato messo in discussione, in cui i miei difetti sono venuti fuori più che mai, in cui sono cadute molte delle mie illusioni... Il primo anno che non si conclude completamente in positivo come una favoletta, ma in cui gli avvenimenti negativi si sono scontrati con quelli positivi fino all'ultimo istante, come in una più realistica fiaba...

Ma andiamo con ordine: il 2010 è stato l'anno in cui molte cose sono finite, una di queste la scuola. Anche se devo ancora laurearmi, la routine universitaria si è definitivamente conclusa.. è finito il tempo in cui si salterellava beati e spensierati (???) tra i corridoi dell'ACME...
..ed è anche finito il tempo in cui ci si svegliava tutti i giorni per prendere al volo una vecchia carovana che ci portasse fino alla città del puzzo.
Ma anche un'atra cosa è finita, quest'anno, e meno felicemente della scuola. Una catena che mi sono inavvertitamente portato dietro per quasi cinque anni... forse era meglio se la lasciavo cadere in terra prima, ma almeno ora ho la certezza di essermene liberato del tutto, anche se cadendo si è strappata via un pezzo di me. Eppure quando scattavo questa foto, una luce di speranza ce l'avevo ancora...
Quest'anno è poi successa una cosa.. una strana, pazza cosa.. una superflua pagina di social network che inizia a crescere, crescere e implementarsi a dismisura, contro ogni aspettativa... È una delle più fondamentali radici del futuro della mia "professione" (tra virgolette perchè non lo sarà affatto, essendo nè più nè meno che una passione, l'arte).. Migliaia di persone splendide che trovano il tempo di commentare, criticare, apprezzare, discutere e chiaccherare d'arte e di temi per niente banali e scontati.

Una delle esperienze più strane e assurde di quest'anno è stato l'HJF, una giornata spettacolare, la più calda e sudata da millenni, in cui ci siamo divertiti, scossi, illusi, delusi, bagnati, presi in giro e frastornati da musica, birra, clima, rockettari buffoni e americani pazzi... Questa foto mostra una folla silenziosa, espressioni e colori che rappresentano perfettamente quello che stava per capitare di lì a poco.
E ora vi mostro la foto più rappresentativa di quest'anno, scattata con il cellulare la mattina dopo la mia festa di compleanno, appena svegliati da una notte all'addiaccio. Magari a voi non dirà nulla, ma per me è un riassunto perfetto dell'atmosfera e dei sentimenti e sensazioni di quest'anno.. una sorta di malinconia, che non è propriamente tristezza ma è melancholia: "la gioia di sentirsi tristi", come diceva Hugo, con in più un pizzico di speranza.
..e pensare che poteva essere un'estate bellissima, piena e spensierata... ma sempre per colpa di quella vecchia catena arrugginita è stata sì felice, ma piena di pensieri, preoccupazioni, speranze che erano solo illusioni, che non hanno portato a granchè... E l'unico sfogo che potevo avere in mezzo a tutti queste turbolenze era la musica, sempre e solo la musica.. perché le parole sono inutili, le consolazioni sprecate, quando scopri che la cosa che desideri di più non è stata destinata a te.
E, sarà un caso o no (quoto di più la seconda), tutte le ansie e i pensieri sono esplosi proprio in mezzo a una grande giornata di musica e arte (..sotto il campanile), fatto che molto probabilmente ha attutito il colpo (o l'ha amplicifato, a seconda dei punti di vista). Quest'immagine è tratta proprio da quella giornata, e rappresenta un posto magico che ho scoperto quest'anno, all'apparenza un baretto qualunque, ma in effetti una miniera di idee, dove sognare viene spontaneo.
Nonostante tutto questo trambusto psicologico, non è mancato il tempo di sorridere.. per degli esami passati splendidamente, per il tempo passato con gli amici, per assurde situazioni comiche che ora non sto qui a raccontare, per le ormai storiche e tradizionali feste all'RB (qui vediamo un'immagine di Halloween)...
..per una serata imprevista e felicissima, quasi un'eco di quanto avvenne un anno prima..
C'è da dire che è stato un anno davvero pienissimo, ma ho diversi rimproveri da farmi.. prima di tutto quello di ricordarmi di usare la testa, dovunque io vada, qualunque cosa io faccia, perchè è solo colpa mia se la più importante raccolta delle mie idee, schizzi e ispirazioni ancora si trova (insieme a molte altre cose) in una borsa su un treno, chissà dove, nella rete ferroviaria londinese... spero solo di poterla riavere, un giorno, con tutto il resto...

A questo punto, c'è solo da dire che l'anno si è concluso davvero bene, con l'ormai tradizionale festa a bagneri, cenone con tombola e guerra di tappi, falò dell'anno vecchio, fuochi e discoteca, sperando (per me e per voi) in un intero nuovo anno felice e scoppiettante come le ultime ore del 2010, che è ormai solo un ricordo.

M